“Hey, stai giocando al simulatore?”
Questa è la frase che più spesso capita di sentirsi rivolgere da chi è estraneo al mondo del simracing, a cui puntualmente rispondo dicendo che il simulatore non è un gioco…non più ormai.
Basterebbe ascoltare ciò che dice un pilota del calibro di Max Verstappen per, quantomeno, dubitare che lo sia. Infatti, lui stesso investe moltissime ore partecipando a diversi eventi online con il Team Redline ai massimi livelli e riconosce che il livello dei piloti è sorprendentemente alto, proprio perché la barriera tra la volontà e la possibilità di competere sono molto basse, a differenza del motorsport reale.
Affinare il setup dell’auto, la gestione delle strategie di gara, azzeccare il momento giusto per montare le gomme giuste in gare quando piove, addirittura il realismo delle sensazioni di guida sorprendono anche lui stesso; quel che sorprende me è quanto sia utile per sviluppare la capacità di concentrazione e la sensibilità alla guida.
Ovviamente, nulla di ciò che si muove può essere fedelmente replicato; scordiamoci quindi la sensazione delle accelerazioni, quel sentirsi tutt’uno con l’auto quando le cinture a quattro punti vengono strette addosso…ma del resto, questo ci permette anche di evitare di schiantarci e dover coprire i danni con una polizza assicurativa!
È vero, esistono simulatori dinamici, ma per quanto possano essere ben fatti non possono veramente simulare il dinamismo di un’auto che sfreccia a più di 200 km orari in pista.
E, nota curiosa, Max stesso afferma che in realtà sono anche più lenti dei simulatori statici. Chi sono io quindi per contraddirlo?
La sensibilità che va quindi sviluppata è quella del tatto attraverso le mani e dello sguardo; attraverso il volante e il force feedback “si sente” l’asfalto, si percepiscono le disconnessioni dell’asfalto e le minime asperità, oltre a intuire il limite di aderenza quando si è in curva. Lo sguardo partecipa a dare un chiaro quadro della situazione e a reagire di conseguenza.
Inoltre è un’ottima palestra per allenare lo sguardo alla guida in pista. L’errore più comune di chi inizia a guidare in pista è quello di tenere lo sguardo “basso”, focalizzato all’area del cofano, senza portarlo a concentrarsi dove si vuole portare l’auto. Ad esempio approcciando a una curva, verso il punto di corda a cui si approccia.
HARDWARE PER SIMRACING: QUALE SELEZIONARE?
Quali sono i metodi migliori per sentirsi immersi nell’auto? Il metodo più usato è quello dell’utilizzo del triplo schermo, che permette una immersione e una sensazione di guida realistica.

Personalmente, avendo anche poco spazio per farci stare 3 grandi schermi, ho optato per la soluzione della realtà virtuale attraverso l’uso del visore Valve Index: indossandolo si percepisce immediatamente l’immersione ed è come calarsi direttamente nell’abitacolo. Addirittura voltandosi si può vedere tutto ciò che è intorno al pilota, esattamente come nella realtà. Soprattutto i primi tempi l’effetto WOW è garantito.
Lo trovo molto utile per evitare distrazioni che possano esserci nella stanza dove simulo e per avere quell’effetto di immersività totale. Difetti? Diversi. Tenere il casco addosso dopo un po’ non è comodo soprattutto se si inizia a sudare, la grafica non è al massimo e inoltre, soprattutto i primi tempi, molti hanno problemi di adattamento a causa della nausea che si prova.
A tal proposito posso dare un prezioso consiglio su come ho inizialmente affrontato il problema )la nausea era così forte che ero pronto a rendere il visore!):
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- Iniziare gradualmente con la potenza dell’auto, cominciare con un’auto poco potente come Mazda MX5
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- Prediligere i tracciati “piatti”, quindi senza discese e salite, e lenti (un esempio: Okayama su iRacing)
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- Una volta che ci si è abituati, salire gradualmente con la potenza dell’auto e poi con circuiti più veloci
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- Per ultimo utilizzare circuiti con discese e salite e usare auto con potenza superiore
Questi passaggi sono stati per me fondamentali e, una volta superati, non ho più avuto problemi di nausea.
Last but not least… i pedali: sono probabilmente la parte di hardware più importante per poter modulare la frenata nel modo più efficace possibile: infatti le pedaliere entry level non aiutano, in quanto il freno offre ben poca resistenza e non permette al simracer di creare quel feeling necessario a capire fino a che punto di può frenare forte senza arrivare al bloccaggio delle ruote.
Io uso una Heusinkweld Pro, ormai fuori produzione ma ancora molto valida, qui trovi gli ultimi modelli della casa olandese.
E il volante? Beh, personalmente ritengo essere il device meno importante dei tre, anche se un giusto compromesso è giusto trovarlo.
Io uso un datato Fanatec CSL Elite, è stato l’ultimo modello di Fanatec con l’uso della cinghia di trasmissione prima dell’avvento della tecnologià direct drive su tutta la gamma.

Lo trovo ancora molto valido perché è un buon compromesso tra un force feedback adeguato e una morbidezza di volante che prediligo.
Però, come dicevo, darei più attenzione al budget da investire per monitor/visore e per la pedaliera.
Cosa può mancare ancora?
Beh, PC e postazione di guida (detto anche “rig”)!
Sul rig, direi che è fondamentale sia ergonomico e confortevole. Poi chiaramente anche l’occhio vuole la sua parte, quindi se è bello è ancora meglio ma non ti renderà certo più veloce.
Ormai i produttori sono tantissimi e basta fare una ricerca google per trovarne quanti se ne vuole.
Consiglio un sim rig statico, molto più semplice e anche più veloce di un dinamico; quest’ultimo può essere un bel “gioco” ma non regala tempi più bassi rispetto ai modelli statici.
Per quanto riguarda il PC, il consiglio è quello di affidarsi a professionisti competenti che possano suggerire il modello più adatto sulla base dei requisiti del software.
IL SIMULATORE CHE PREFERISCO
La scelta del simulatore da usare è soggettiva, io sono un grande fan di iRacing. Ritengo essere il simulatore disponibile sul mercato con il più alto livello di realismo alla guida e di organizzazione gare online.
Le auto sono davvero ben fatte e le piste riprodotte dopo averle scansionate al laser nella realtà.
Non è il migliore in termini di sound e grafica e all’inizio non è nemmeno molto intuitivo capire come funzionano i campionati all’inizio…ci vuole un po’ di pratica ma poi con il tempo ci si abitua.
Non è nemmeno il più economico, visto che richiede un abbonamento da rinnovare alla scadenza e che le auto e le piste vanno acquistate a parte.
Il pacchetto di abbonamento iniziale offre però alcune 30 piste e 26 auto incluse nel pacchetto. Suggerisco, soprattutto per chi ha poco tempo, di prediligere le gare con setup fisso, in modo da poter essere subito pronti a gareggiare senza dover sistemare il setup ogni volta.
Se vuoi allenare la mente per le gare reali, il simracing è il miglior strumento a tua disposizione per i gentlemen drivers. Inizia subito!


